Coito ergo sum

Una puzza  di telefono mi surge  dall’inconscio e la magia delle corde vocali si  satolla di  vongolee castigate. Vengo! alle forche caudine. Vengo! e mi squillano i baffi. Vengo! Ortensia mi amor. Al sonno eterno dolcemente mi accosto. Mi annodo i capelli e ne faccio un panino. L’eutanasia di un silenzio dolcemente mi sussurra parole di latte, miele, e pesce fresco.