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Prendo una testa di cioccolato

Prendo un flusso di energia con una mano tesa verso un futuro che non gioca più e mi lascia cadere verso una falla nel sistema di pidocchi che sanno di carne di maiale e frattaglie di Loriana. Il tutto impastato in una cascata di petali di cioccolato. Gli occhi si chiudono e il sonno eterno prende possesso dei giunchi stanchi di un fiore di loro che fa un pompino a una proboscide elicoidale. È per questo che ti dico ciao click resources. E addio caro Ciao.
Piegati una gamba in direzione nord e rendi l’Australia un paese vivibile per dieci secondi lunghi qualche chilometro. Serpenti.
Volo. E mi rigiro nel letto. Telegrafo. Possente. Veloce. Ghiro. Perché non scendi giù dal tetto? Una voglia di seno sottende alla mia gonna di farfalla adiacente. Un flusso di cioccolato amaro ma dolce e sedicente scende le scale della mia faringe e lubrifica gli strati più. Più. Addio allora senza rimpianti ma con molto pollo arrosto per una vita lubrificata e sciolta ma dopo mi raccomando tira l’acqua. Perché in fondo in fondo si finisce tutti lì. Da qui viene l’energia eolica degli strati più fortunati. Un dolce equilibrio tra Gina e Farina Doc. Forza Italia a Cinque Stelle con molti Valori che valgono bene una Messa.

Mondo tapiro. Odore di triglia

In un’era geologica differente sarei stato uno pterodattilo perché mi piace volare. E anche i passerotti. Mentre in una donnola non si possono fare i pinoli perché vengono bruciati, i topi da compagnia si diffondono nell’intestino di un gatto nero, che sfiga. Mi spiego meglio. Se un tonno verderame esce dalla sua corazza di tartaruga e fa una partita a poker con qualche tossico non si capisce perche una prostituta non possa divertirsi con un paio di acciughe in salamoia. Ne consegue che il diritto e il rovescio, ben lungi dall’essere colpi di tennis, si cuciono addosso una maglietta dell’Inter. Diciamocelo, se non ci fossero i tapiri il mondo sarebbe gay! no?

Ecco, quindi la sfuggenza della mandragola in calore non vuol dire che i chiurli non possano chiarlare liberamente con le tonnare, altrimenti le muffette non si mangerebbero corna di stambecchi. Finiamola di dire che i rossetti non sono abbastanza piccanti perché solo gli ombretti possono essere al dente, gli altri devono semplicemente crogiolare al sole del sahara.

Che poi. Non vi dico il casino sul santo sepolcro. Molecole che si agitavano come farfalle butterate e diodi sifilitici facevano cose turche con pomodori minorenni. Insomma roba da buoncostume in salsa verde. Verso le tre di mattino la musica è esplosa e s’è sentita fino in Egitto e in Mesopotamia dove fiumi e cavalli e olive verdi si sono messi a nitrire. Tutti, vi dico. Un concerto punk. Mentre il tamburo non smetteva di assordarci e costringerci a scalpitare pestando gl’intestini contro l’asfalto.

Certo, un po’ di ketchup non sarebbe guastato, ma sangue secco ce n’era a volontà e grappa al fegato di dio anche, quindi nessuno è morto di fame o sete. Senza contare tutti quelli che avevano la bava alla bocca. Insomma, cari mamma e papà, la prossima volta invito anche voi.

Un abbraccio