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Un lapo al giorno toglie il trans di torno

Mi struggo e mi sfuggo in cima a uno struzzo. Il lurido olezzo di una capinera orientale sventola come una bandiera bianca sul pennone maiuscolo e dà il via alla dance.
Maestose come il mastro di chiavi. Neo mi informa che la matrice si sta spezzando le reni e voterà si’ e no al referendum del quale, comunque, non ci ha ancora capito un cazzo, ma voterà pro o contro Renzi per non sbagliare. La democrazia del raggio di luna. Quello che ti becca allo stomaco mentre dormi. Quella povertà sottile mascherata da libertà. Che ti secca la gola anche se non ci pensi.
È un drago d’oro che vola e scatarra. Mi sveglio e sogno la televisione che fa sesso con un paio di stivali d’oro zecchino.
Definiamo la tensione come la qualità delle zie di Donald di uccidere l’uomo seduto e grasso che beve formiche da un bicchiere di birra.
Decidi, o delfino, le sorti di un referendum per i destini della giovine Italia e di un Lapo dal collo di tacchino e della sua omossessualità latente. Povero culo d’america, solo e sempre un poveraccio che guida una Ferrari. Il triste destino di una testa di cazzo. Comunque meglio essere depressi su una ferrari a piangere dietro a una modella che a sbattersi in un ufficio per i prossimi trent’anni, no?
Salgo sul tumulo cuneiforme di un brodo di porcospini e proclamo la dittatura dei depressi d’america ma solo se figli di papà. Cosi’ Trump puo’ tessere le lodi di un cubano morto stecchito e fumarselo al momento opportuno con l’ivanka.
Escoggito ergo summo

È scoppiato il Capodanno

Ora è finito. È tutto finito. Ora ci prepariamo a pagare i debiti. Da domani daremo il sangue. Lo venderemo per le strade insieme al nostro corpo. L’anima la daremo gratis e purgheremo le nostre colpe nelle vene di coloro che ci indicano la strada maestra.
Abbiamo fatto i botti. Abbiamo spaventato gli spiriti maligni. Abbiamo scacciato i demoni. Ora torniamo al computer. Ora che ci siamo divertiti torniamo alla flebo quotidiana. Ora torniamo a casa. Ora abbracciamo i nostri cari e partiamo per un altro viaggio sperando che sia migliore del precedente e torniamo in ufficio e diciamo a tutti Buon Anno e Come sono andate le feste e poi non penseremo, non avremo neanche il tempo di pensare a quelli che non possono piegare la schiena e hanno perso il lavoro e piegheremo la schiena e lavoreremo e daremo il sangue perché siamo fortunati rispetto a quelli che il sangue non lo possono più dare.
Buon anno a tutti. Buon anno agli assassini della lotta di classe. Buon anno America. E grazie.
Ora siamo nell’anno nuovo. Di nuovo negli Hunger Games. Solo qualcuno sopravvivrà. E non avrà più da preoccuparsi e sarà il testimone della prossima festa e verrà sbandierato in faccia a quelli che sanno solo amarsi e riprodursi.
E fornire altra carne prelibata
Per i palati più sopraffini.