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Mondo tapiro. Odore di triglia

In un’era geologica differente sarei stato uno pterodattilo perché mi piace volare. E anche i passerotti. Mentre in una donnola non si possono fare i pinoli perché vengono bruciati, i topi da compagnia si diffondono nell’intestino di un gatto nero, che sfiga. Mi spiego meglio. Se un tonno verderame esce dalla sua corazza di tartaruga e fa una partita a poker con qualche tossico non si capisce perche una prostituta non possa divertirsi con un paio di acciughe in salamoia. Ne consegue che il diritto e il rovescio, ben lungi dall’essere colpi di tennis, si cuciono addosso una maglietta dell’Inter. Diciamocelo, se non ci fossero i tapiri il mondo sarebbe gay! no?

Ecco, quindi la sfuggenza della mandragola in calore non vuol dire che i chiurli non possano chiarlare liberamente con le tonnare, altrimenti le muffette non si mangerebbero corna di stambecchi. Finiamola di dire che i rossetti non sono abbastanza piccanti perché solo gli ombretti possono essere al dente, gli altri devono semplicemente crogiolare al sole del sahara.

Che poi. Non vi dico il casino sul santo sepolcro. Molecole che si agitavano come farfalle butterate e diodi sifilitici facevano cose turche con pomodori minorenni. Insomma roba da buoncostume in salsa verde. Verso le tre di mattino la musica è esplosa e s’è sentita fino in Egitto e in Mesopotamia dove fiumi e cavalli e olive verdi si sono messi a nitrire. Tutti, vi dico. Un concerto punk. Mentre il tamburo non smetteva di assordarci e costringerci a scalpitare pestando gl’intestini contro l’asfalto.

Certo, un po’ di ketchup non sarebbe guastato, ma sangue secco ce n’era a volontà e grappa al fegato di dio anche, quindi nessuno è morto di fame o sete. Senza contare tutti quelli che avevano la bava alla bocca. Insomma, cari mamma e papà, la prossima volta invito anche voi.

Un abbraccio