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sul capodanno cinese

Oh, viola pazzesca se tu mi uccidessi ora non soffrirei da tanto che è la sofferenza dell’umana gente sul gabinetto del mondo. In quell’attimo di sforzo canta e balla la flora intestinale. Mangia coniglio, il reddito di cittadinanza, mangia la carota di Belzebù. E dona la tua carità il giorno di Natale sperando che il prossimo anno sarà migliore senza fare un cazzo in più.

Tredici uomini e una gondoliera

Sulla cassa del morto

Un epitaffio di primavera
Con le campane a morto
È una cosa bio, non ha le tette a pera
Perché cade da una foresta, non nasce nel tuo orto
Ma scende dalle stelle, come tutte le panzane della nuova era
Enrico ci crede come tutti i fedeli dell’anno cinese del coniglio da asporto
E Beatrice s’illumina a giorno pensando all’autocombustione di una bufera
Di neve solare che buca la tuta d’astronauta e ci mette dentro un piede di porco
Per fare la festa di un Capodanno a un tacchino e a una capinera

La lirica di un midollo osseo

Una zona di incesto fangosa si allarga a macchia di sperma incontinente. Libellula osserva disincantata il cielo che si trasforma in pterodattilo e gioca con una bambola di carta gonfiabile. Le nuvole si accorciano e s’inseguono.

Libellula si mangia la bambola e si gonfia come un pallone. Finché non scoppia di febbre giallo ocra. E l’acido di stomaco rimonta alla radice del pene. Un uomo che guarda col binocolo la scena prega la croce per la salvezza della chiesa e la venuta rapida (eiaculazione precoce) di Dio.

Prima che l’incontinenza riempia fiumi e laghi di riso al pollo cinese. La dimensione unificante agglomera la spiaggia di Cristo che pesca le anime sul fiume della morte aspettando di veder passare il cadavere di Satana, ma finora non è ancora passato niente. A parte un gruppo di libellule in cerca della porta della quinta dimensione. Ho detto la verità vostro onore e non posso spiegarla ad altro dio al di sopra di me. Richiedete un saldo per la gonna del vostro paese per aspirare la luce delle vostre saponette. Tutta la verità, solo la verità, sempre la verità, nient’altro. Lo giuro. Sui miei figli. E nipoti. Sono innocente.

Una rocca a strapiombo si erge sulla libellula per pitturare un quadro astratto che rappresenta il rombo di un motore a reazione nucleare. Polifemo getta qualche sasso giù per la strada ma gli è scesa la cataratta e deve soffiarsi il naso. Anche lui soffre di sinusite.