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Iena Ridens in salsa aristocratica

Il merito dei tubi è quello di non aver nessun merito, disse un mio professore di scientografia applicata, e il credo di una gazza ladra è il grido d ibattaglia di un lupo mannaro, disse sempre più ubriaco, finché non appoggio’ una mano sulla coscia di una studentessa, sfortunatamente non del suo corso e si becco’ una birra in faccia.

Era gennaio, un mese un po’ del cazzo, salvo il fatto che il Natale è alle spalle. Era mio fratello, diceva mamma. Papà fissava in silenzio una lastra di ghiaccio nella sua testa. E un po’ di ghiaccio filtrava anche dalle pareti di quella sala parto. In fondo era gennaio, un mese un po’ del cazzo.

Enrichetta gioiva tra il parco della sua villa tra un laghetto e una piscinetta. E correva in minigonna. Scollata. Quasi nuda con un seno marmoreo, tra fiori di plastica e insetti di pelusche.  Senz’accorgersi che uno sciame d’api vere stava rincorrendo il suo profumo di polline in calore.

Il gallo cantava nel battello che mi portava a new Orleans, città dormiente e pelosa sulle rive del Missisipi dove avrei cantato e bevuto, sarei andato in galera e sarei uscito per morire tra le braccia di una vecchia puttana vent’anni dopo, ma tutto questo non lo sapevo ancora mentre ascoltavo quel gallo che mi svegliava alle sei di mattina e mi annunciava una nuova avventura, mi strappava dai sogni erotici con la mia Susanna e mi diceva che mi sarei divertito da morire.

Casca il mondo

Un fiume selvatico si abbevera nel mio cuore schizzando bestie da tutti i lati.

Scorpioni e insetti traggono vernice silenziosa e spostano in avanti le lancette del tempo per una corsa misteriosa alle radici del mondo.

Scambiamo il detersivo con la farina oleosa e ungiamo i punti cardinali affinché ruotino più velocemente.

Mentre la Terra impazzisce ed entra in orbita attorno al pianeta sbagliato noi cantiamo una messa solenne in onore del dio che ci piace cucinare al posto del prezzemolo variopinto.

Fu cosi’ che nacque una patata lessata da un cucciolo di castagno e la chiamammo girogirotondo.