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Duro pescare solo con la sincerità

Una monaca in calore si distende sulle caviglie nella posizione di adorazione del proprio Dio. Un organo aperto che canta le lodi del Signore e gli dona la propria castità per la loro vita eterna in pace con i suoi figli. Una preghiera aperta a ricevere lo spirito santo in un umido abbraccio tra corpi a forma di serpenti e croci tenere come cioccolato che si unge di olio d’oliva in una mungitura  estrema del suo seno voluttuoso e sensuale. I suoi occhi grandi ed eterni lo guardano dal basso all’alto mentre osservano la forma del sacro corpo racchiusa in un’urna eretta in onore del loro amore. Una materia organica si muove insieme alla sua saliva per digerire spermatozoi caldi e bianco latte che raggiungono il basso ventre e la inondano di lucida droga.

Un’unica madre intensamente perdona la figlia di una scarpa d’onore che battezza i grandi positroni e afferra la croce con le unghie fino a chiudere gli occhi in segno d’interpunzione e maledire il giorno di nascita e i suoi occhi si chiudono a tornano a piangere sul latte schizzato da una pompa a benzina. Gloria si addormenta in una pace che uccide. Mentre gli arti si paralizzano ricorda una bambina spensierata che correva sulle travi arrugginite di una montagna di rifiuti industriali nella periferia di una grande città e guardava il mondo per la prima volta da una posizione suicida.

Un poliziotto si dedica intensamente alla sua attività di fare multe e arrestare casalinghe in pensione e lupi mannari che si lavano i denti prima di mangiare. Un giorno perde un piede per strada e si rivolge alla polizia ma gli dicono che non possono farci niente. Denuncia il furto e aspetta la manna dal cielo. Il cielo piove e la pioggia ride di sprazzi di edonismo pelato. Pepe si gratta il cranio e pensa al suo piede mentre la canizie incalza e dopo venti anni decide di uscire di casa senza il suo piede, ma in fondo, pensa, senza piede volerò più leggero. Fu così che si dedicò alla lievitazione gassosa.

Buonanotte.

 

 

 

Andamento lento

Il ramo pitarro fa una sega alla scopa benedetta mentre prega per la pace dell’anima sua. Vedo un lampione suburbano che naviga bellamente sulle strade di new york e canta le lodi del signore.

Nell’anno duemila dodici si sperava che la fine del mondo portasse almeno ad una eliminazione degli stronzi, invece manco quello.

Mina si suicidava un po’ tutti i giorni tramite l’uso eccessivo delle sigarette e voleva disperatamente morire e cinquant’anni, ma non ci fu verso, e diventò centenaria, quando smise, morì.

Ernesto si masturba davanti ad una colonna in piazza centrale, sotto la cattedrale, mentre il generale a cavallo lo guarda a bocca aperta, lo lascia finire e lo arresta.

Pedalo in una bicicletta d’oro, la quale lentamente comincia a sciogliersi al sole finché non diventa burro e io la lecco sull’asfalto.

Mi addormento lentamente mentre i miei piedi scoppiano caldamente in una ciminiera accesa che scarica bitume diventando olio di frittura.