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Il resto per domani

Mi sveglio da un sogno putrefatto che mi dice “attaccati al trump” filosofo e un elogio alla pazzia. Mia figlia mi manda un what’s app e ancora assonnato ripenso alla brexit. Forse gli anglosassoni si sono stancati di rompere i marroni a tutti e si fanno i fatti loro? Le rispondo che la domanda oggi è Potrà fare peggio di Bush? No, peggio non puo’, ma al peggio non c’è limite e in mezzo a questo vado al gabinetto e faccio colazione e corro in metro e mi siedo al posto di combattimento. Ma come hanno potuto candidare una gallina lessa come la clinton? mi chiedo. Eppure è finita.
Morto un re read the full info here. Viva il re.
Oggi piove e fa freddo e farà cosi’ tutta la settimana e l’unica cosa positiva è la mia lampada di luminoterapia che illumina il mio orizzonte. E scrivo. Ai tasti elettronici. Che non sono un animale, ma un robot. Intelligente. Finché un robot non batterà la mia fantasia. Romantico. Finché la mia ragazza non si scoperà un robot. Allora,potremo morire felici e farci seppellire da chi è meglio di noi. Forse oggi è la fine dell’umanità se viene cancellato l’accordo sul clima. Al peggio non c’è limite, ma niente ci impedirà di andare a prenderlo a calci in culo, tanto non avremo più niente da perdere.
Passo e vedo. Giù le carte dal mazzo, pokerista e baro. Al bar ordino due crodino e un mezzo maiale. Cosi’ il mio stomaco naviga nell’alcol e berlusconi tornerà al governo. Renzi farà il metalmeccanico a Pescara mentre Bersani andrà finalmente in pensione. Caro amico ti scrivo di un’Italia che verrà. Consoliamoci che un’altra giornata di merda è già a metà e presto finirà. Pensiamo positivo che una metà l’abbiamo già spalata. Il resto per domani.

Libero

Veglio sul principe azzurro e mi ficco in ammollo severando una pigna colada di traverso al collo di un dattero butterato. In realtà tutto questo per dire che il giorno prima del fine settimana, ti ricorda la schiavitù perché sta per finire e per un paio di giorni sarai umano.
Poi tornerai soldato, robot, ingranaggio e poi altri due giorni di umanità, poi anche un po’ in ferie e poi tieni duro così per qualche decennio.
Se non ti va sei libero di morire di fame e non riprodurti. Oppure di riprodurti e morire di fame. O di riprodurti e far morire tutti di fame. Insomma sei un uomo libero perché puoi scegliere. Ma non solo.
Sei anche libero di diventare sempre più povero per costringere altri a diventare sempre più ricchi.
E questa è la cosa più bella, più generosa, più cristiana.
E di questo bisogna essere contenti. Contenti di dare, col sacrificio di sé, il meglio della vita ad altri. Perdonandoli, come Cristo, perché non sanno quello che fanno. Non sanno quanto è bello dare senza aspettarsi di ricevere altro che un calcio in culo e qualche psicofarmaco che ti permetta di robotizzarti meglio.
Come usavano a Cuba al tempo degli zombie. Schiavi trattati con droghe che annullavano la loro volontà. In fondo la storia si ripete.
Sempre diversa, sempre uguale, perché come dice qualcuno “in fondo è sempre la nostra storia”.
E allora andiamo a casa, ma prima fermiamoci a ubriacarci con uno Spritz e fumare un po’ di nicotina per uccidere quella disciplina robotica e ridiventare un po’ quell’animale ingabbiato. Poi andiamo a casa, ma prima andiamo a puttane per scendere giù nel fondo dell’oceano animale e ritrovare le nostre pinne che ci permettano di nuotare in un’umanità che ci fa quasi più paura della grande macchina ardente. Che ci porterà un giorno a conoscere altre specie aliene. Chissà se a loro piacerà la coca cola? Chissà se anche loro aspettano il fine settimana per diventare un po’ più alieni? Chissà se anche loro hanno le puttane. E i gay. E i terroristi islamici. E la mafia. Ma mettiamo che non abbiano o non gli piaccia la pizza. Come la mettiamo?
Che ci ficchiamo in ammollo un sardo in scatola e civettiamo nei pantaloni col bisturi in mano e ci grattiamo contro una transenna mentre il cibo elettronico squilla nelle nostre tasche per avvisarci che altri zombie ci stanno raggiungendo per diventare esseri umani, ma solo per poco e il meno possibile, altrimenti il lunedì finisce che è da suicidio e allora ci prenderemo un altro prozac.